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problemi di ognuno e della società odierna: valori, spiritualità, soluzioni sociali e interiori
venerdì, 10 aprile 2009

L’Aquila tornerà a volare-Terremoto Abruzzo

Celestino-veroVolto copiaCelestinian Center- L’Aquila tornerà  a volare-Terremoto Abruzzo

       Lettera di Maria Grazia Lopardi

– vedi anche al sito indicato ‘L’Eredità di Celestino’

Invitiamo tutti a dare diffusione diretta in tutti i modi possibili.

Il sovrapporsi di discussioni irresponsabili e deprimenti come l’abbandono per sempre della città (senza neppure aver ascoltato prima la gente interessata) impedisce alla gente di far sapere cosa sente e pensa profondamente e di far conoscere il vero spirito della gente e della città de L’Aquila.

N.B. Quello che ci stanno chiedendo gli amici de L'Aquila é di rendere nota la natura profonda della loro città. E' l'humus attorno al quale pensano si debba compattare la popolazione mentre vedono già tentativi di disgregare la loro identità

Eventuali info dirette e quant’altro ai ns telef. ed email in fondo al testo.

Abbiate pazienza se l’email  dovesse arrivarvi ripetutaanche da altre mailinglist. Stiamo immettendo le comunicazioni su tutte le mailing list e non possiamo fare in tempo tutte le distinzioni specifiche selezionando gli argomenti come cerchiamo di fare di solito. L’email viene anche immessa su blog e Ng e inviata come comunicato e radio tv e giornali. Grazie per la vostra attenzione e sensibilità.

Testo della lettera

L’Aquila tornerà  a volare

 

Quando l’oscurità avvolge le nostre vite  e ci affidiamo al sonno, l’abbandono fiducioso  pone la coscienza in condizione di vagare nella dimensione dove tutto è possibile, nella realtà del sogno …Così dormivo la notte tra il 5 ed il 6 aprile, così è avvenuto per una intera città e per i borghi dei dintorni immersi nella dolcezza del riposo…

Poi un risveglio brusco… una scossa, una seconda… Un avvertimento ? La  terra ormai trema da dicembre…. Sta scaricando un energia che preme… Restiamo a dormire nel nostro letto? Ma sì, come altre notti in cui contenute scosse hanno destato dal sonno…Speriamo bene…Dormiamo. Sono  le 3 e 32 ed il silenzio notturno è rotto brutalmente da  un boato che  precede una scossa tremenda ed interminabile

oggetti che si spargono ovunque mobili che si muovono,  per molti la stanza che implode ed una pioggia di calcinacci a soffocare un brusco risveglio…per molti, troppi è l’ultimo respiro, i più fortunati riescono a fuggire all’aperto, in pigiama, avvolti in una coperta strappata  al letto…Questo è avvenuto a L’Aquila la notte tra la domenica delle palme in cui Gesù entra trionfante a Gerusalemme  e la giornata dell’orto dei Getzemani, dell’abbandono nella solitudine circondato da compagni che non riescono a vegliare lasciandolo nell’angoscia del compimento di una profezia…L’arresto del Figlio dell’Uomo,  l’inizio di una tragedia che porterà alla lacerazione più profonda, alla caduta rovinosa, alla morte sulla croce dello spazio-tempo, lì nelle quattro direzioni  che abbraccia  con il suo martirio Domenica delle palme ero a Collemaggio, la mia amata basilica che mi ha  svelato tanti suoi segreti, che mi ha indicato un percorso tra la terra ed il cielo raccontando un sogno…che la coscienza umana può elevarsi, la materia ascendere come il corpo di Maria a cui la chiesa è dedicata… Ho preso la palma da mettere al di sopra del letto, simbolo di pace e di eternità, ed ho rivisto con gli occhi innamorati la mia chiesa sempre vibrante, un pezzo di cielo in terra… La mia città è stata costruita secondo la pianta di Gerusalemme come dice lo storico Crispomonti del 1600,  una Gerusalemme al di qua del mare quanto quella d’oriente è andata perduta per la cristianità… A Gerusalemme è entrato Gesù acclamato dalle folle la domenica della palme e con la palma in mano i Cristiani ricordano quel giorno di festosa accoglienza alla vigilia della tragedia…

Nel silenzio della notte lo vengono a prendere mentre veglia nella solitudine e nell’angoscia, nella notte il boato che accompagna un’onda esplosa con violenza nella profondità della terra: è l’inizio della passione, di Gesù torturato, di una città che il terremoto travolge nel martirio atroce, nella distruzione e nella morte di tante vite. Un dolore assurdo per giovani vite sottratte alla dimensione che i sensi colgono

 nella casa dello studente inghiottita dalla terra, per bambini, per creature di ogni età che lasciano i  corpi sotto le macerie mentre le loro anime ascendono nel regno della luce a svolgere il loro compito in una pace  che non è inazione, ma lavoro frenetico per tessere la trama di una resurrezione…Con amore guardano lo strazio di chi vive brutalmente la perdita, con amore e compassione consapevoli che hanno varcato il velo per compiere una missione che solo anime luminose e generose possono svolgere…

Ho percorso le vie del centro storico, quello che giravo a naso in aria per godere di ogni pietra lavorata, dei simboli lasciati nei secoli, di bifore, rosoni, stemmi, archi recanti nella forma l’indicazione dell’epoca di realizzazione…ho percorso le amate strade intralciata nel mio procedere dalle macerie, con orrende ferite sulla case e spazi vuoti dove case erano mentre ora giacciono a terra, come Gesù sotto il peso della croce…La gente guarda attonita le antiche mura, silenziosa vaga senza commenti, con occhi che faticano a contenere tanto strazio ed il cuore soffocato in una morsa di morte, le lacrime che non riescono ad uscire in un incubo che la dignità dell’abruzzese sfoga nell’anima… Ferita antica quella del terremoto, che ha segnato il carattere dei miei concittadini riservati e diffidenti di fronte al forestiero che deve svelarsi prima di offrirgli il cuore…ferita profonda di una città periodicamente colpita con violenza, ma sempre risorta perché gli aquilani sono tenaci, forti e gentili come tutti gli abruzzesi, ed amano la loro terra e come la fenice la loro città è sempre risorta splendida e preziosa…

Altre scosse nel secondo giorno della settimana di passione ed il drago sotterraneo travolge quel che ha provato a resistere continuando la sua azione devastante…La Gerusalemme di occidente vive il suo martirio e diviene muta e vuota con l’odore della morte…una città fantasma con i monumenti bombardati con ferocia distruttiva, con il serpeggiare della desolazione lì dove c’era vita.

 

La mia Collemaggio che ho svelato al mondo nei giochi solari del rosoni, nel mistero dei simboli, negli gnomi occhieggianti nelle spirali che avvolgono uno dei suoi portali, viene ferita anch’essa, progressivamente ad ogni scossa, tenace e fiera custode del suo tesoro che nessun terremoto potrà cancellare… Lì ci sono gli Arcangeli del cielo- chi sa può capire quel che dico- lì un vulcano di luce zampilla le sue scintille d’amore volteggiante, lì un cammino segnato da simboli veramente indica la via dell’assunzione in cielo della materia, come per il corpo di Maria…Tra le antiche mura, su un pavimento bicromo bianco e rosso, come il giglio della purezza e la rosa della conoscenza, si prepara una resurrezione. Domenica prossima, alla fine della settimana di passione, Gesù risorgerà, inno di speranza e così come risorgerà la mia città, con le pietre della sua storia avvolta coma mai dall’amore di chi vi è nato e di chi ne ha carpito il segreto aleggiante e vibrante…

 

La città la faremo risorgere pur nella perdita irrimediabile di tesori unici, e risorta resterà custode del suo tesoro di Città dello Spirito, unica, insostituibile. Da Silviana un’amica che vive a Roma ricevo questo messaggio:

la Gerusalemme terrestre può essere distrutta; lo è stata molte volte in passato e lo sarà ancora, ma quella celeste è ancora lì, intatta ed incontaminata che nessuna forza avversa potrà scalfire…mai come ora la Gerusalemme celeste è stata così vicina…tu lo sai bene che dalle macerie si alza in volo l’Aquila…tu sai trovare la luce nell’oscurità… aprile 2009 Silviana

Un’altra voce mi telefona che all’Aquila sta avvenendo il parto doloroso di una dimensione di luce, il Regno si sta manifestando a partire dall’Aquila, la nuova Gerusalemme…Messaggi di consolazione o verità che anime sensibili captano con convinzione ed emozione? Trovare un senso alla tragedia, come alla morte di Gesù che in un atto di amore offre la sua vita, come quella delle vittime del terremoto e poi risorge per la salvezza dell’umanità…Una resurrezione dell’intero pianeta che cambia frequenza in una dimensione di amore che la solidarietà di tanti volontari da tutta Italia ed oltre i confini nazionali preannuncia in una generosa, straordinaria gara a permettere di sopravvivere, ad alleviare la sofferenza con l’arma più potente del  terremoto, quella dell’amore. Grazie a tutti, fratelli d’ Abruzzo e di ogni regione di questo straordinario paese! Grazie per un’azione che scaturisce dal cuore, per la capacità di amare fratelli dal volto sconosciuto, per la speranza che ci donate…Grazie perché siete la prova che l’umanità sta compiendo un salto di coscienza, quello che la salverà, come Gesù risorto, dal baratro della desolazione.

Da cuore a cuore.

Maria Grazia Lopardi

 

Autrice de Il Collemagico di Celestino- I Templari e il Collemagico di Celestino - Notre Dame di Collemaggio e altre pubblicazioni e numerose ricerche che hanno portato per esempio a scoprire il vero volto di Celestino V (il papa del 'gran rifuto' di cui parla Dante) e il rapporto tra L’Aquila e i Templari fin dalla sua nascita.

 

Celestinian Center http://www.celestinian-center.com

alla sezione Ricerca Interiore vedi EreditadiCelestino ß clikka qui  o vai al link sul sito

http://www.celestinian-center.com/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=213&Itemid=92

 

Si autorizza l’utlizzazione dei testi purché in maniera corretta e senza variazioni

La redazione di Alba Magica

Il Celestinian Center

 

N. B. le persone a L’Aquila hanno anche enormi difficoltà di collegamento via computer essendo fori casa e non essendoci più neanche negozi internet.

Spesso anche i cellulare sono muti.

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Alba Magica

Percorsi della Nuova Visione- La Visione e la Pratica Integrale- http://www.albamagica.com              

Rivista Alba Magica: rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era, trimestrale-autoriz. Trib. Milano n.553 del 11-9-1990- Viale F. Testi n.216 cap.20126 Milano

Tel. 049/8648301 - 347/4418930 -- http://www.celestinian-center.com  http://www.albamagica.com  ; http://www.wilber.it  ; http://www.energia-libera.com  ; email: celestinian@iol.it ; ALBAMAGICA@iol.it  

 

 

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mercoledì, 08 aprile 2009

Terremoto Abruzzo. Intervista a Giampaolo Giuliani

Terremoto Abruzzo. Intervista a Giampaolo Giuliani

del 7 4 09

Video

http://www.youtube.com/watch?v=yuGalTbiDq8

sulla vicenda dei preavvisi del terremoto dell’Abruzzo (se il link non prende da qui ricopialo su word e batti enter per attivare il link).

 

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domenica, 01 marzo 2009

 CON LE ULTIME DICHIARAZIONI DEL 28 FEB. IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI HA DICHIARATO APERTAMENTE DI AVER DATO INIZIO ALLA LOTTA CONTRO LO STRAPOTERE DELLE LOBBY E HA TENUTO A PRECISARE CHE QUESTE SI PREDISPONGONO A COMBATTERE LE MISURE come:

il taglio drastico sulle spese militari,

la scelta energetica che abbandona il petrolio per le fonti rinnovabili,

l'aumento delle tasse per i più ricchi e la riduzione per i ceti poveri e medi,

l'assistenza sanitaria garantita dallo stato subito per tutti i disoccupati (7 milioni) e in prospettiva per tutti i cittadini americani,

una finanziaria di 3,5 trilioni di $, una maggiore accessibilità agli studi universitari per tutti finanziata dallo stato, aumento considerevole degli ivestimenti per la ricerca scientifica,

ritiro di 100.000 soldati entro un anno dall'IRAQ,

la lotta contro l'inquinamento ambientale, ecc.

  Vedi nelle precedenti impostazioni il piano dettagliato di Obama in campo economico sociale.

Tutte quesate decisioni e altre sono state varate in meno di un mese dall'insediamento e stanno provocando forti resistenze sia nelle lobby sia nel Congresso americano ma al tempo stesso hanno il vastissimo appoggio degli americani.

 

Le resistenze nelle lobby

La dichiarazione di Obama del 28 febbraio secondo cui le lobby stanno affinando le loro attività di contrasto rende esplicito per la prima volta da parte di Obama l'accrescersi di un  conflitto certamente pericoloso, che  a suo tempo portò, per cose certamente fondamentali ma non così vaste come il piano strategico complessivo di cambiamento di Obama, all'uccisione di J.F.Kennedy e ad una serie di assassini tra i rappresentanti democratici, da Bob Kennedy a Martin Luther King.

Oggi la situazione é ancora più coinvolgente. e preoccupante.

Obama cerca di portare una trasformazione radicale e naturalmente le resistenze sono ancora più radicali anche se vi è stata una rilevante crescita della coscienza sociale.

L'azione di Obama negli USA é al tempo stesso un incitamento per tutti popoli e in particolare per i paesi occidentali ed europei.

Senza una pari vastità, profondità e velocità d'intervento non sarà possibile operare in Europa e in Italia in particolare LE TRASFORMAZIONI NECESSARIE PER RENDERE MENO DOLOROSE POSSIBILE LE CONSEGUENZE DELLA CRISI IN ATTO. 

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giovedì, 26 febbraio 2009

OGM-INCONTRI MILANO-BOLOGNA-FIRENZE ROMA

OGM-INCONTRI MILANO-BOLOGNA-FIRENZE ROMA

Alba Magica

Percorsi della Nuova Visione- La Visione e la Pratica Integrale-  www.albamagica.com Rivista Alba Magica: rivista di approfondimento spirituale e scientifico della Nuova Era, trimestrale-autoriz. Trib. Milano n.553 del 11-9-1990- Viale F. Testi n.216 cap.20126 Milano Tel. 049/8648301 - 347/4418930 -- http://www.celestinian-center.com  ;  www.albamagica.com   ;   www.wilber.it    ; www.energia-libera.com    ;    email:  celestinian@iol.it  ; ALBAMAGICA@iol.it  

 

----------------------------------Comunicato:

  

Gli Ogm come non ve li hanno mai raccontati: 4 giornate a Milano, Bologna, Firenze e Roma

Percy e Louise Schmeiser sono una coppia di anziani agricoltori del Saskatchewan (Canada).
Nel 1998 nei loro campi sono state trovate piante di canola (la colza da olio canadese) ge-neticamente modificata per la resistenza all’erbicida Round Up.
Infastidita dall’evento (da decenni selezionava proprie varietà di alta qualità e resistenti ai forti venti che spazzano le prairies canadesi), la coppia si attendeva scuse e una qualche forma di indennizzo.
Al contrario, si è vista chiedere da Monsanto 120.000 dollari per la violazione del brevetto di cui la casa biotech è titolare esclusiva.
La causa, con ingenti spese legali per i due plurisettantenni (con figli e nipotini, del tutto privi del phisique du role dei contestatori), si è trascinata per anni e si è conclusa nel 2004 con la loro condanna. 
Anche se con una risicata maggioranza di 5 giudici a 4, la Corte suprema canadese ha in-fatti sentenziato che non importava che la violazione di brevetto (o contaminazione, a seconda dei punti di vista) fosse non solo non voluta dagli Schmeiser, ma addirittura sgradi-ta, e che non aveva assolutamente rilievo il modo in cui fosse accaduta. Il solo fatto che sui loro campi si trovasse DNA sotto brevetto era sufficiente a imporre il pagamento dei di-ritti di proprietà intellettuale a favore di Monsanto.
Da allora, la coppia si è impegnata con passione per la presentazione della sua esperien-za, ottenendo nel 2007 il Right Livelihood Award (il premio Nobel alternativo) conferito al Parlamento svedese.
 “Prima della causa, non avevo mai conosciuto nemmeno un rappresentante di Monsanto. In 60 anni, non avevo mai acquistato le loro sementi e non avevo mai partecipato a un loro incontro”, dice Percy, condannato a essere cliente di Monsanto per sentenza.
Lo scenario preoccupante che si prospetta se non sarà messa mano a una chiara e pun-tuale normativa complessiva, vede per gli agricoltori le cui coltivazioni venissero acciden-talmente contaminate da pollini OGM il rischio di vedersi intimare il pagamento di royalties, per il solo fatto di “detenere”, anche se del tutto involontariamente, materiale genetico bre-vettato.
Per i prodotti coltivati in Italia il problema non si pone. Per ora: in un meeting della Fao, lo scorso gennaio il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha infatti dichiarato: "Personalmente sono totalmente contrario agli OGM, ma il governo ancora non si è espresso sul tema". 
Aspetti brevettuali a parte, gli Schmeiser ritengono impossibile la coesistenza tra piante OGM e tradizionali: “non è possibile "trattenere" gli OGM: una volta che si introduca una nuova forma di vita nell'ambiente, non c'è più modo di richiamarla indietro. Non si può trat-tenere il vento, né il trasporto dei semi da parte di uccelli, api e altri animali. Gli OGM si dif-fonderanno ovunque con la stessa facilità con la quale è avvenuto nelle nostre prairies”.
 “Mia moglie ed io abbiamo 77 e 78 anni. Non sappiamo quanti anni abbiamo ancora a di-sposizione e come nonni ci chiediamo che tipo di eredità vogliamo lasciare ai nostri nipoti. I nostri nonni e i nostri genitori ci hanno lasciato un'eredità di terra coltivabile. Noi non vo-gliamo lasciare un'eredità di terra, aria e acqua sature di veleni”.
Percy e Louise Schmeiser saranno in Italia dal 26 febbraio al 4 marzo, chiamati da Natu-rasì, Coop, Commissione internazionale per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura e dalla Cia –Confederazione Italiana agricoltori.


Ecco il calendario:


26 febbraio ore 18 Milano (Hotel ATA Fiera in Viale Boezio).Interverranno anche Giulia Maria Mozzoni Crespi (presidente del Fai Fondo per l’ambiente italiano e conduttrice dell’azienda agricola biodinamica Cascine Orsine), Joseph Wilhelm (presidente della so-cietà tedesca di prodotti biologici Rapunzel e promotore della marcia europea No-OGM), Fabio Brescacin (amministratore delegato di Ecor/NaturaSì).


27 febbraio ore 20,30 Bologna (Ambasciatori, via Orefici 19), Interverranno l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, il preside della facoltà di Scienze agrarie Andrea Segrè, il presidente di FederBio Paolo Carnemolla e il responsabile Innovazione e valori di Coop Italia Claudio Mazzini.


2 marzo ore 18 Firenze (Ospedale degli Innocenti, piazza SS. Annunziata).Intreverranno Ugo Biggeri (Terra Futura), Maria Grazia Mammuccini, amministratrice dell’Arsia/Regione Toscana e Viviano Venturi, agricoltore custode toscano.


4 marzo ore 10,30 Roma (Confederazione italiana agricoltori, Via Mariano Fortuny 20). In-terverranno  il presidente nazionale Cia Antonio Politi, il presidente nazionale Legambiente Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di Legacoop agroalimentare Luciano Sita.

 

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        NewsGroups e Blogs della rete della Nuova Visione (partecipazione libera)

 

http://it.groups.yahoo.com/group/MEDICINA_OLISTICA_INTEGRALE/       Medicina Integrale  


http://it.groups.yahoo.com/group/WILBER_KEN/    la visione integrale-NG di dibattito  e informazione -  Wilber é il maggiore esponente della nuova visione-pratica integrale

Blog
http://blogchefare.splinder.com  
http://blogchefare.splinder.com
 

Blog sul sito di Obama: si discute delle prospettive, della validità e dell’influenza che può avere l'esperimento avviato negli USA con Obama  http://my.barackobama.com/page/community/blog/eacocogliani  

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lunedì, 09 febbraio 2009

HANS KUNG E OBAMA

HANS  KUNG E OBAMA

Nell'intervista che Hans Küng ha rilasciato a Lucia Annunziata a TV Rai 3 l'8 febbraio il celebre teologo cattolico tedesco oltre a intervenire sulle questioni riguardanti lil governo di papa Ratzinger e la questione dell'eutanasia ecc, ha paragonato la necessità di leadership per un papa di ogi a come gestisce Obama: riportiamo il brano relativo a questa parte dell'intervista - ma chi desidera avere tutta l'i9ntervista la può richiedere alla redazione della rivista Alba Magica  albamagica@iol.it - non é possibile inerire sul blog l'intera intervista per la sua lunghezza (5 pagine):

 Dall'Intervista di Lucia Annunziata al TG3 del 8 2  2009 h.14,45-15,10<........LA (Lucia Annunziata). Parlando del malessere della chiesa o dei cattolici o non cattolici – perché poi questo coinvolge tutti, è un grande problema - l’idea di chiamare lei è venuta dal fatto che la cancelliera Merkel una settimana fa ha preso un’iniziativa del tutto irrituale, ha fatto una conferenza stampa breve per chiedere al papa, lei che peraltro è luterana dell’est, la cancelliera, di essere ancora più specifico sulla questione dell’olocausto. Intanto a lei è sembrato un buon gesto questo della Merkel?  

K.( Hans Küng) Io penso che ha fatto...aveva ragione, perché ha espresso prima l’opinione della maggioranza del popolo cattolico dei nostri paesi, ma poi evidentemente ha espresso l’opposizione molto seria dei giudei a questi passi del papa, e poi evidentemente la cancelliera è molto sensibile alla questione che c’è precisamente un papa tedesco che fa questi passi verso un gruppo che è praticamente antigiudeo. 

LA. Possiamo allora dire che se il papa non fosse stato tedesco e quindi di un paese che è stato obiettivamente colpevole dell’olocausto, forse questa cosa sarebbe scoppiata differentemente o forse magari il papa non avrebbe fatto il gesto di riportare i lefreviani. Conta la radice tedesca del papa? 

K. Molte volte gli italiani non sanno cose dove si vede già che c’è dopo una certa …..io penso che il papa adesso, secondo la statistica che ho visto, la perdita del 20% di consenso nel popolo tedesco, non era necessario…, io sarei molto contento se il papa fosse proprio adesso un leader che guida la chiesa, noi abbiamo bisogno di un papa che va avanti, che non sta dietro e vuole frenare il rinnovamento, ed io non capisco  perchè lui non ha fatto un elogio di Giovanni 23° in questi giorni, lui ha completamente dimenticato o ignorato questo papa più grande del secolo XX, non ha detto niente sulla convocazione del concilio, non ha fatto un discorso, niente, sui risultati importantissimi del concilio vaticano II, e in  questo contesto è ancora più difficile vedere l’utilità di questo intervento verso i lefreviani. LA. Certo. Mi spieghi una cosa professore. E’ una cosa che io non capisco. Perché è così importante per i lefreviani essere anche negazionisti. Qual’è il legame tra chiesa conservatrice e negazionismo. Non sono poi necessari…perché allora?  K. Questi lefreviani sono rimasti nel modello del paradigma medioevale della chiesa, sono antiriformatori, sono antimoderni, e a causa di questo sono contro il concilio vaticano II. Si deve vedere che c’é, secondo il papa stesso, una certa affinità delle sue posizioni, lui anche è un uomo che è molto radicato nel medioevo, ha lavorato su Sant’Agostino, San Bonaventura, lui ammira la liturgia latina medievale, lui anche ha una posizione non…..per la riforma, non vuole una riconciliazione con Lutero, non vuole parlare positivamente sull’illuminismo, sulla rivoluzione francese, tutto questo non è per lui cristianesimo. E in questo senso c’è una certa affinità tra lefreviani e questo papa. Purtroppo. 

LA. Si, però non mi ha risposto. Io vorrei capire perché negare anche l’olocausto da parte dei lefreviani. Cioè, lei lo sa? Io non ho capito perché. Perché si può essere conservatori ma non necessariamente negare l’olocausto. Che cos’è questo? 

K. Si, si. Io posso credere al papa che non ha saputo che questo vescovo ha proprio negato pubblicamente l’olocausto. Questa era proprio la specialità di questo vescovo britannico. Non tutti hanno affermato questo. Anzi hanno detto che non condividono la posizione di questo vescovo  Williamson. Però l’antigiudaismo è un fatto più di questo: dicono ancora che i giudei hanno ucciso Dio, dicono molte cose che sono praticamente antisemitiche, e in questo senso evidentemente questo britannico vuole sminuire l’importanza dell’olocausto in questo contesto dell’antigiudaismo. 

LA. Ho capito un po’ di più. Che cosa dovrebbe fare il papa ora per convincere davvero che non sapeva e per riparare i guasti. Perché dopo il discorso di Ratisbona in qualche modo è riuscito a recuperare con il mondo islamico. Oggi che cosa dovrebbe fare per recuperare questo? 

K. Certamente queste scuse che ha fatto non bastano. I giudei stessi hanno detto che questo non basta. Lui dev’essere veramente distaccato da questo gruppo. Non è possibile che questi sono vescovi della chiesa cattolica. Anche se sono sospesi dalle funzioni non è accettabile che restino vescovi della chiesa cattolica. E questo sarebbe un atto coraggioso del papa: dire, ecco vediamo questo non è possibile, lasciamo questa gente fuori dove vogliono essere. 

LA. Quindi lei chiede che si ritorni indietro sulla posizione, sostanzialmente. Che rinneghi…questo secondo lei sarebbe un gesto da fare? 

K. Si. Non penso che tutto questo basti. Questo si deve vedere in un contesto più generale. Io penso che questo papa deve imparare dal presidente Obama. Lui è piuttosto sulla linea del presidente Bush. Io non ho capito perché lui ha celebrato il suo anniversario nella Casa Bianca col presidente che ha iniziato la guerra in Iraq, ecc. ecc. Lui ha una certa comune opinione sull’aborto, sulla pillola, ecc. Lui anche non vuole avere dei … come Bush. Negli Stati Uniti abbiamo visto che c’è adesso un change, un cambio. Anche la chiesa cattolica ha bisogno di un cambio, non possiamo andare avanti così, perché come ho detto la miseria nelle parrocchie e anche nell’opinione pubblica, la chiesa cattolica ha tanto bisogno…..quando Joseph Ratzinger e io stesso siamo stati i periti più giovani al concilio vaticano II. Lui si ricorda che la chiesa cattolica aveva un prestigio immenso a causa di questo papa, a causa di questo concilio. Ma adesso è proprio l’opposto. Noi siamo in una certa terribile esposizione. Ci sono atei che adesso ripetono le vecchie accuse. Questo penso non è necessario. E’ necessario che il papa veda i problemi, come Obama ha detto noi abbiamo gli stessi problemi. E poi una visione di speranza e alcuni atti come adesso fa il presidente degli Stati Uniti. 

LA. A questo proposito, ai tempi di Giovanni 23° il presidente degli Stati Uniti era Kennedy. E credo che questa sia stata una combinazione che abbia formato una generazione. Oggi invece sottolineo quello che mi ha detto: il papa già ha sfidato Obama. Lei pensa che tornerà indietro rispetto a Obama?  O anche li si andrà oggi ad uno scontro tra il vaticano e Obama? 

K  Io spero che nel vaticano riflettano sulla situazione della chiesa cattolica nel mondo. Vedano che c’è di nuovo una grande speranza. Anche gli Stati Uniti erano in una situazione molto difficile, lo sono ancora. Però hanno veramente nuovo credito grazie al nuovo presidente che ha cambiato, che vuole cambiare, che vuole una nuova partnership e non solamente questa acquisizione che anche molti nel vaticano hanno….che mette contro di noi. Tutto questo di Bush penso non è la posizione giusta, noi abbiamo la necessità di collaborazione, di conciliazione. E perché il papa cerca di avere riconciliazione con questo piccolissimo gruppo settario di lefreviani, però non fa progresso con le chiese evangeliche che sono state deluse che un papa tedesco non fa niente per quelli della riforma. 

LA. Su questo mi rifaccio a quello che lei ha detto prima, che vorrei riportare qui a un certo punto: che il papa è isolato. Ha usato il termine ‘isolato’. Perché ha usato questo termine. Isolato dentro la curia? 

K. E’ stato 20 anni nella curia romana e vede tutto dal punto di vista del vaticano. Adesso come papa è ancora di più in questa visione. Praticamente lui non ha nessuno tra i suoi collaboratori che non sia un destro. Tutti sono molto obbedienti, nessuno può criticare il papa, lui è senza critiche. E’ un po’ come questi del Kremlino che non vedono il mondo com’é. Hanno nella mente le loro dottrine, il loro sistema dogmatico, però non vedono il mondo e noi siamo veramente in pericolo che la chiesa avrà un danno molto più serio se il papa non collabora in collegialità con i vescovi, se lui non ha periti in vaticano che abbiano il coraggio di pronunciare una critica seria, se lui non fa altro che solamente ricevere la gente, scrivere libri e fare funzioni. Noi vogliamo avere un leader nella chiesa, un leader che guida la chiesa in  questo periodo molto difficile per tutto il mondo. 

LA. Un’ultima domanda. A lei è piaciuta moltissimo la prima enciclica del papa dedicata all’amore di Dio. L’ha addirittura definita bellissima. La seconda è in preparazione pare sui temi sociali e sulla globalizzazione. Potrebbe essere un momento per il papa di fare quell’appello che lei chiede. Lei cosa si aspetta che dica il papa di questo? 

K. Non posso dire cosa posso aspettare, posso dire cosa sperare. E io veramente spero che lui presenti una visione non ottimistica, però una visione di speranza concreta pratica. Non basta solamente parlare sulla speranza in genere, però si vogliono anche fare atti concreti. Ci sono per esempio milioni e milioni di divorziati che hanno difficoltà perché non sono ammessi alla comunione. Sarebbe molto meglio fare una riconciliazione con questi  divorziati piuttosto che con questi lefreviani. O se lei pensa a tutti questi sacerdoti che hanno lasciato solamente perché sono mariti: sarebbe possibile riconvocare tutti questi. Noi siamo in questa difficoltà, in questa penuria di fedi, sarebbe un atto molto bello. Così auguriamo atti pratici di coraggio, di carità e di speranza; e io spero che lui dopo questa crisi troverà un metodo per dare più speranza e anche più felicità di essere cattolici.  

 

BIOGRAFIA  di  Hans Küng:  http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_K%C3%BCng

       

Hans Küng (Sursee, 19 marzo 1928) è un presbitero e teologo svizzero. È noto soprattutto per le sue posizioni in campo teologico e morale, spesso in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica.

 
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martedì, 20 gennaio 2009

Lettera del prof. André NOUSCHI all’ambasciatore di Israele

Terlizzi BA, 16/01/2009  www.retescuole.net
Lettera del prof. André NOUSCHI all’ambasciatore di Israele

di Angelo De Finis

Il professor André Nouschi, 86 anni, ebreo nato a Constantine, storico di fama mondiale, Professore onorario all’Università di Nizza, ha inviato questa lettera all’ambasciatore di Israele a Parigi.

Signor Ambasciatore,

Per lei oggi è shabbat, dovrebbe essere un giorno di pace ma è un giorno di guerra. Per me, da molti anni, la colonizzazione e il furto israeliano delle terre palestinesi mi esaspera. Le scrivo dunque a diversi titoli: come Francese, come Ebreo per nascita e come artigiano degli accordi tra l’Università di Nizza e quella di Haiffa.

Non si può più tacere davanti alla politica di assassinii e di espansione imperialista di Israele. Vi comportate esattamente come Hitler si è comportato in Europa con l’Austria, la Cecoslovacchia. Disprezzate le risoluzioni dell’ONU come quelle della Società delle Nazioni ed assassinate impunemente donne, bambini; non invocate gli attentati, l’Intifada. Tutto questo è conseguenza della colonizzazione ILLEGITTIMA e ILLEGALE. CHE É UN FURTO.

Vi comportate come ladroni di terre e voltate la schiena alla morale ebrea. Vergogna a voi! Vergogna a Israele! Scavate la vostra tomba senza rendervene conto.

Perché siete condannati a vivere con i Palestinesi e con gli stati arabi. Se vi manca questa intelligenza politica, allora non siete degni di far politica e i vostri dirigenti dovrebbero andare in pensione. Un paese che assassina Rabin, che glorifica il suo assassino, è un paese senza morale e senza onore. Che il cielo e il vostro Dio condanni a morte Sharon, l’assassino.

Avete subito una disfatta in Libano nel 2006.

Ne subirete altre, spero, e manderete a morire giovani Israeliani perché non avete il coraggio di fare la pace.

Come gli Ebrei che hanno sofferto tanto possono imitare i loro boia hitleriani ? Per me, dal 1975, la colonizzazione mi trae a mente vecchi ricordi, quelli dell’hitlerismo.

Non vedo nessuna differenza tra i vostri dirigenti e quelli della Germania nazista.

Personalmente, vi combatterò con tutte le mie forze come l’ho fatto tra 1938 e 1945, fino a quando la giustizia degli uomini distrugga l’hitlerismo che sta nel cuore del vostro paese. Vergogna, Israele. Spero che il vostro Dio scaglierà contro i suoi dirigenti la vendetta che si meritano. Come Ebreo, come ex-combattente della Seconda Guerra mondiale, sento vergogna per voi. Che Dio vi maledica fino alla fine dei secoli! Spero che sarete puniti."

André Nouschi.

Fonte: il quotidiano algerino " Le Matin DZ " Lettera del prof. André NOUSCHI all’ambasciatore di Israele


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

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venerdì, 16 gennaio 2009

----- Original Message -----
From: ronit dovrat
To: ...........................

>Sent: Thursday, January 15, 2009 8:29 AM

 

PER UNA PACE GIUSTA

-palestinesi e israeliani residenti in Italia per una pace giusta

               A vilde Chayes

Le mie nonne, quando mi raccontavano i pogrom in Russia oppure quelli dei nazisti che hanno massacrato 1500 ebrei in piazza a Rokitno, dove la mia nonna materna è cresciuta e dove ha perso 33 familiari tra cui tanti bambini; tra una lacrima all’altra chiamavano quegli assassini “a vilde chayes”- traduzione letteraria dal Yidish sarebbe animali selvatici ma il significato è più vicino a “bestie feroci”.

In questi giorni, scioccata e scossa dal massacro nella striscia di Gaza, di fronte a queste immagini e testimonianze di crudeltà, non posso che ripetere e ripetere queste parole in yidish “a vilde chayes ”.

Abbiamo vissuto anche “Sabra e Shatila”, ma questa volta il massacro è così perfetto. Niente si può nascondere nemmeno dietro la menzogna più “intelligente”. Qui non ci sono le Milizie Falangiste. La gloria è tutta di Tzahal- l’esercito israeliano.

In realtà non c’è da stupirsi. L’occidente ha dato tutto il suo aiuto e appoggio perchè potesse succedere. Usa e Italia in testa. Dal 11 settembre 2001, Israele ha aumentato del 60% le sua produzione ed esportazione di prodotti per la sicurezza e la lotta al terrorismo. Terrorismo, nato e cresciuto nel medio oriente legato al conflitto israelo palestinese e all’esistenza dello stato d’Israele.

Mentre il terrorismo palestinese fu presentato come una atrocità nata dal nulla, per puro odio di Israele, Israele ha potuto fortificare e perfezionare la sua macchina militare fino ad arrivare all’uso del fosforo contro la popolazione Libanese nel 2006 ed ora contro i palestinesi. Mark Regev il portavoce d’Israele ha detto alla tv che Israele usa soltanto “armi democratiche”. I piloti dell’esercito israeliano che hanno da sempre bombardato i palestinesi dall'alto non sono mai stati chiamati terroristi. Dimenticata la tragedia palestinese del '48, dimenticati gli oltre 400 villaggi palestinesi rasi al suolo, dimenticati i profughi palestinesi, dimenticata soprattutto L’OCCUPAZIONE che dal 1967 ha permesso ad Israele di fare di tutto: di non rispettare nessuna legge internazionale, di confiscare, insediare, ammazzare, arrestare, torturare, chiudere università, soprattutto quelle democratiche, di appoggiare economicamente le università musulmane, di costruire il muro, bloccare la mobilità civile con i check point, di permettere ai coloni fascisti di tagliare gli ulivi e di sparare sui contadini palestinesi, di costruire strade per i coloni e distruggere case dei palestinesi, di non prendere in considerazione le denunce legali dei palestinesi contro i crimini dell’esercito.

Dal ritiro israeliano dalla striscia di Gaza nel settembre 2005, Israele ha creato con furbizia l’immagine di chi ha fatto “un sacrificio” ma in realtà continua ad occupare la striscia di Gaza con la piena consapevolezza dell’occidente e dell’Unione Europea. La vita dei cittadini della striscia è peggiorata. Israele controlla il porto, la mobilità, proibisce il passaggio dei viveri e delle merci, dei medicinali, dei carburanti e l’elettricità Blocca i pagamenti, separa famiglie tra la striscia e la cisgiordania. Non dà permessi di lavoro, non lascia pescare. Più del 80% della popolazione palestinese nella striscia di Gaza vive oggi in condizioni incettabili di povertà.

Mentre tutta questa macchina militare israeliana cresce e si perfeziona, mentre la cultura militare penetra sempre di più nella società israeliana, in Italia si festeggiano i 60 anni d’Israele elogiando “l’unica democrazia” del medio oriente.

Italia invita Israele come ospite d'onore alla fiera del libro a Torino, per festeggiare il suo alto livello culturale rifiutando ogni protesta contraria e ignorando completamente l’occupazione, mentendo e dicendo che si deve separare la cultura dalla politica. Non solo. avvertendo la gravità e il pericolo di antisemitismo proveniente da chi osa protestare contro questa presenza culturale. Ma dentro lo stand d’Israele si vendeva altro che solo cultura: oltre ai libri c'erano i prodotti cosmetici “Ahava” che noi israeliani contro l’occupazione boicottiamo perché sono prodotti da una azienda dei coloni. Ci sono i vini del Ramat Hagolan- e chi si ricorda che il Golan appartiene alla Siria? Israele è solo cultura e democrazia. Ci sono i depliant turistici che ti invitano a visitare Israele ignorando l’occupazione e vendendo le bellezze della città vecchia di Gerusalemme come fosse solo città Israeliana. Se succede qualcosa agli israeliani si deve difendere Israele e fare giustizia, sempre e a prescindere dall’occupazione, perciò: colpire i “veri” colpevoli: I palestinesi. Sinistra come destra. Fini diventa il più grande amico d'Israele, Il partito democratico dà una mano all’istituto Peres e diverse regioni italiane appoggiano economicamente gli ospedali israeliani per curare lì i bambini palestinesi, a prescindere dell’occupazione, quando le donne incinte non hanno il permesso di passare il check point per partorire, quando i bambini vengono feriti dai soldati israeliani, quando gli ospedali palestinesi rimangono quasi privi di tutto per via dell’occupazione, quando nessuno può svolgere una vita normale. In 60 anni Israele è riuscita a manipolare la Shoa per giustificare tutto.

In nome della Shoa si deve usare la forza, si deve educare al nazionalismo, si può disprezzare il medio oriente culturalmente poco occidentale, si possono creare alleanze con governi che hanno parlamentari fascisti. Perché no? Contenta anche la comunità ebraica italiana. Di fronte a questo massacro è possibile che non ci sia almeno un rabbino in Italia che alza la voce contro i crimini d’Israele? Oppure, qualcuno ha paura per il suo posto di lavoro alla comunità?

Senza la fine dell’occupazione e senza un piano di una giusta pace, Israele diventerà sempre più feroce e crudele, Hamas e i movimenti islamici integralisti si rinforzeranno e cresceranno. Le prossime generazione non avranno nessun futuro. Nessuna possibilità di conoscere la democrazia.

Il medio oriente diventerà una esplosione di odio, di sofferenze e di morte. La giornata della memoria è alle porte. Mentre ricevo un e-mail con l’invito: “Per ricordare come l’uomo talvolta possa essere più crudele di una bestia feroce”, ricevo un altro e-mail da Israel. Il tenente colonnello israeliano, Yoav Tal, ha detto in un dibattito : ”secondo me, bisogna farlo (il massacro) più forte, Dresda, Dresda, Sterminare la città!”.. Sabato sarò a Roma per manifestare contro il massacro e per gridare di fermare immediatamente i Vilde Chayes.

Sarò la con i mie amici palestinesi e israeliani contro l’occupazione. Non bruceremo le bandiere ne utilizzeremo la svastica e la stella di Davide. Andremo insieme mettendo sul vestito una striscia di stoffa nera strappata, come si strappa un pezzo del vestito nel lutto ebraico. Vi invito a manifestare assieme a noi contro il massacro, condividere con noi il lutto per la morte dei bambini e cittadini innocenti, lutto per la morte delle democrazie dei paesi occidentali che ignorano per anni la terribile occupazione israeliana e che consentono Israele a perfezionare sempre di più la sua macchina militare. Teniamo la striscia nera anche nel giorno della memorie perché si fermi il massacro e perché la memoria della Shoa diventi un appello al rispetto pieno dei diritti umani in tutto il mondo per tutti i popoli. Per ricordare che l’unica arma contro la violenza è la pace.

Ronit Dovrat, israeliana contro l’occupazione. Vice presidente dell’associazione Zeit U za’atar - palestinesi e israeliani residenti in Italia per una pace giusta.

Ronit Dovrat,  è Vice presidente dell'associazione Zeit U za'atar -

>palestinesi e israeliani residenti in Italia per una pace giusta.

> Ronit Dovrat, Nata nel 1955 a Haifa Israele.

>Laureata nel 1978 in arte all'istituto per insegnanti d'arte

>(HaMiDRASHA) di Ramat Hasharon (attualmente Beit -Berl) a Tel Aviv,

>Israele. Nel 1980 ha aperto assieme ad altri due artisti, una galleria

>d'arte contemporanea sperimentale, EHAD HAAM 90) a Tel-Aviv. Nel 1984

>riceve come artista una borsa di studio per un soggiorno alla Citè des

>Arts a Parigi dal ministro dell'educazione.

>Dal 1984 al 1986 svolge la sua attività artistica a Parigi.

>Dal 1987 vive e lavora in Italia.

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mercoledì, 07 gennaio 2009

Il vero nemico di Obama non è ciò che può fare o non fare ma l'eccessiva speranza che l'opinione pubblica mondiale ripone in lui

----Messaggio originale----
Da: fidest@gmail.com
Data: 07/01/2009 10.19
A: <albamagica@iol.it>
Ogg: Il vero nemico di Obama 

Invio il mio pensiero e vi autorizzo a dargli lo spazio mediatico che più vi aggrada

-Riccardo Alfonso

Il vero nemico di Obama non è ciò che può fare o non fare ma l'eccessiva speranza che l'opinione pubblica mondiale ripone in lui. Tutti sperano avere da lui una vita migliore attraverso una più intelligente e innovativa risposta alle nostra attese. Egli, purtroppo, è prigioniero come noi del sistema, di quello che predica la pace ma permette la fabbricazione di armi di distruzione di massa e la loro vendita al migliore offerente. E' il sistema che non permette l'equa ridistribuzione delle risorse poiché i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E' stato scritto nel nostro Dna ed è tradotto nelle regole che ci siamo date. Abbiamo creato un mostro: il "consumismo" e in suo nome abbiamo scatenato tutte le avidità perché si esalta l'homo homini lupus in luogo dell'homo homini amicus in nome del Dio denaro. Abbiamo preteso il diritto alla vita ma non quello d'esistere costringendo milioni di bambini alla denutrizione e a gravi malattie che li portano o alla morte prematura o a contrarre gravi e croniche e debilitanti malattie. Abbiamo coniato un nuovo sistema di governo con paesi a democrazia compiuta e poi esportiamo il suo opposto per poter esercitare in modo spregiudicato e cinico il nostro potere per trarne lucrosi profitti e non fa differenza se per raggiungere tali obiettivi si provocano immani distruzioni e milioni di morti tra la popolazione civile in specie tra bambini, vecchi e donne. Ma la libertà, la giustizia, l'uguaglianza tra diversi sta diventando nella casa delle democrazie compiute sempre più un optional. E' questa l'escalation che più temiamo perché ci fa ritornare barbari con regole di convivenza civile che non più rispettiamo, con la fede che si riduce in mille pezzi all'ombra del fanatismo, con un potere che esce dai parlamenti e dai governi e diventa una forza occulta che schiaccia e soffoca i più deboli che da persone diventano numeri e si possono giocare a proprio piacimento. Su queste macerie si siede oggi Obama e la sua impotenza sarà la nostra poiché anche la speranza è diventata un optional. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)


--
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mercoledì, 07 gennaio 2009

Questionario-Risposte personali (pubblicazione autorizzata)

Questionario-Risposte personali (pubblicazione autorizzata-le risposte al questionario sono rese pubbliche solo su autorizzazione esplicita dello scrivente-altrimenti esse servono solo per la statistica e le valutazioni sociologiche di merito e degli orientamenti dei target di opinione pubblica che sono stati consultati).

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QUESTIONARIO - INSEDIAMENTO DI OBAMA E ASPETTATIVE: DICI LA TUA
A: razlag@yahoo.it
Data: Domenica 4 gennaio 2009, 17:57 

1] Pensi che la presenza di Obama alla presidenza degli Stati Uniti d’America possa aiutare efficacemente la soluzione dei problemi che gravano sul mondo d’oggi a livello planetario?   No    

2] Pensi che la nuova presidenza USA sia di aiuto al nostro Paese e all’Europa per la soluzione della crisi?  No   

3] Pensi che la nuova presidenza USA sia animata da una Nuova Visione del Mondo?NO 

4] Il nuovo staff di Obama avrà al vertice degli USA almeno questi personaggi:1. TIMOTHY GEITHNER – TREASURY SECRETARY; 2. PAUL VOLCKER – ECONOMIC RECOVERY ADVISORY BOARD; 3. RAHM EMANUEL – CHIEF OF STAFF; 4. LAWRENCE SUMMERS – NATIONAL ECONOMIC COUNCIL; 5. DAVID AXELROD – SENIOR ADVISOR ; 6. HILLARY CLINTON – SECRETARY OF STATE; 7. JOSEPH BIDEN – VICE PRESIDENT; 8. BILL RICHARDSON – COMMERCE SECRETARY; 9. ROBERT GATES – DEFENSE SECRETARY; 10. TOM DASCHLE – HEALTH SECRETARY; 11. ERIC HOLDER – ATTORNEY GENERAL; 12. JANET NAPOLITANO – HOMELAND SECURITY DIRECTOR; 13. GEN. JAMES L. JONES – NATIONAL SECURITY ADVISOR; 14. SUSAN RICE – U.N. AMBASSADOR ………………..Tra cui diverse donne come JANET NAPOLITANO alla sicurezza interna, HILLARY CLINTON segretario di stato, SUSAN RICE ambasciatore alle Nazioni Unite 

Se conosci alcuni dei personaggi, ritieni che questo staff porterà un contributo efficace per i problemi degli USA e del mondo? NO Ritieni che il contributo delle donne in questo àmbito di potere possa essere importante? NO!  

5] Pensi che la nuova presidenza USA sia di aiuto alla soluzione dei problemi:  NO!    

6] Quanto aiuta secondo te la visione del mondo nella trasformazione per risolvere la situazione nel mondo e nel nostro Paese?  MOLTO !  

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----Messaggio originale----
Da: razlag@yahoo.it
Data: 06/01/2009 17.37
A: "eacus@iol.it"<eacus@iol.it>
Ogg: R: ALBA MAGICA - OBAMA, QUESTIONARIO - INSEDIAMENTO DI OBAMA E ASPETTATIVE: DICI LA TUA

O.K.



--- Mar 6/1/09, eacus@iol.it <eacus@iol.it> ha scritto:
Da: eacus@iol.it <eacus@iol.it>
Oggetto: R: ALBA MAGICA - OBAMA, QUESTIONARIO - INSEDIAMENTO DI OBAMA E ASPETTATIVE: DICI LA TUA
A: razlag@yahoo.it
Data: Martedì 6 gennaio 2009, 09:38

Risposta automatica

Grazie per la sua cortese risposta al questionario

Se desiderasse che le sue risposte – riassunte concisamente - siano pubblicate sui blog di seguito ci dia il suo O.K. con un  semplice replay e scrivendo

O.K.

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lunedì, 05 gennaio 2009

And there lie the bodies/E là giacciono I corpi/Et il se trouvent les organes/ Y allí se encuentran los organismos/ Und es lie

----Messaggio originale----
Da: claudio.cardella@uniroma1.it
Data: 05/01/2009 19.31
A: "ALBA MAGICA-CELESTINIAN CENTER4"<celestinian@iol.it>
Ogg: Re: ALBA MAGICA - OBAMA, QUESTIONARIO - INSEDIAMENTO DI OBAMA E ASPETTATIVE: DICI LA TUA


Caro Eaco,

 

non risponderò al questionario che mi hai inviato, per una semplicissima ragione: ho perso ogni fiducia di un possibile significativo cambiamento nel momento in cui Obama ha detto di non aver nulla da dichiarare in merito all'operazione di bassa macelleria, se non di genocidio, che si sta perpetrando a Gaza. Chi tace acconsente e chi acconsente è complice e correo. Per non parlare del silenzio del mondo e di Obama su cinque sorelline, e tanti altri bambini, sul blocco degli aiuti financo medici, denunciato, hoibò! solo da Haaretz, sull'impiego di bombe al fosforo sulla popolazione civile, della censura stampa, e altre consimili atrocità.

L'unica voce fuori dal coro muffo, stantio e rivoltante l'ho trovata su Haaretz,  è di Gideon Levy, è durata meno di 24 ore in un trafiletto di prima pagina; te la rimbalzo con preghiera di diffusione: 

 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1052348.html

 

Saluti a Obama, che, se il buon giorno si vede dal mattino, regnerà presto col nome di Bush III.

 

I miei migliori auguri per un anno migliore.

 

Claudio

 

  Riportiamo l'Articolo in questione: dal quotidiano Haaretz   05.01.2009

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And there lie the bodies/E qui giacciono i corpi (italiano e inglese)

By Gideon Levy (clikka per scrivergli)

Levy é giornalista del quotidiano israeliano Haaretz [ http://en.wikipedia.org/wiki/Haaretz ]. E' stato portavoce di Shimon Perez tra il 1978 e il 1982 

 

La leggenda, sempreché non si tratti di una storia vera, racconta di come l’anziano matematico, il professor Haim Hanani, invitò i suoi studenti al Technion ad elaborare un piano per la costruzione di un condotto per il trasporto di sangue da Haifa a Eilat. Gli studenti obbedienti fecero quanto gli era stato detto.

Usando le regole logaritmiche, essi disegnarono il progetto per un gasdotto sofisticato. Essi pianificarono il suo percorso meticolosamente, tenendo conto della topografia del paesaggio, della possibilità di corrosione, del diametro del tubo e della taratura del flusso.

 

Quando presentarono il loro prodotto finale, il professore diede il suo giudizio: non va bene. Nessuno di voi si è chiesto il motivo per cui abbiamo bisogno di un tubo, di chi sia il sangue per riempirlo, e anzitutto il motivo per cui deve affluire.


Indipendentemente dal fatto che questa storia sia una leggenda o sia vera, Israele ora manca di un test per un proprio condotto del sangue. Mentre Israele è stata preoccupata per Gaza per tutta la settimana, nessuno ha chiesto di chi fosse il sangue versato e perché. Tutto è permesso, legittimo e giusto. La voce morale della moderazione, se è mai esistita, è stata lasciata alle spalle. Anche se Israele avesse spazzato via Gaza dalla faccia della terra, uccidendo decine di migliaia di persone in questo processo, come mi propose un operaio ceceno che lavora a Sderot, si può supporre che non vi sarebbe alcuna protesta.

Hanno liquidato Nizar Ghayan? Nessuno conta le 20 donne e bambini che hanno perso la vita nello stesso attacco. Vi è stato un massacro di decine di funzionari nel corso della loro cerimonia di laurea da parte della polizia accademica? Accettabile. Cinque sorelline? Consentito. I palestinesi stanno morendo negli ospedali per la mancanza di apparecchiature mediche? Noccioline. Cosa mai è accaduto ai non-così-bei vecchi tempi di Salah Shahadeh? Quando lo abbiamo liquidato nel luglio 2002, abbiamo anche ucciso 15 donne e bambini. Almeno allora, scrupoli morali sono stati sollevati per un momento.


Qui giacciono i loro corpi, riga dopo riga, alcuni di loro sono minuscoli. I nostri cuori si sono rivelati duri e gli occhi sono diventati ottusi. Tutto Israele ha indossato le uniformi militari, che sono opache e colorate con il sangue e che ci consentono di procedere a qualsiasi reato. Anche i nostri leader intellettuali non riescono a esprimersi sul caos che abbiamo provocato. Amos Oz esorta: “cessate il fuoco ora". David Grossman scrive: “Tenere il fuoco. Stop”. Meir Shalev vuole “un’operazione punitiva". E non una parola sulla nostra immagine morale, che è stata orrendamente distorta.


La sofferenza nel sud rende tutto lecito, come se si potesse mettere a confronto con l'orribile sofferenza dei palestinesi di Gaza. Tutti sono affamati di vendetta, e la fame è giustificata dalla necessità di “eterrenza”, dopo che è stato già dimostrato che l'uccisione e la distruzione in Libano non ha raggiunto quest’obiettivo.

 
Sì, lo so, la guerra è la guerra. Dopo tutto, hanno attirato questo su se stessi. Loro sono un'organizzazione terroristica e noi no. Essi vogliono distruggerci e noi cerchiamo la pace. Ancora, vi è nulla che qui potrebbe fermare il gasdotto di sangue? Anche coloro i cui cuori sono induriti dalla “rettitudine morale" dovrebbero bloccare momentaneamente la macchina del bombardamento e chiedere: che Israele abbiamo davanti a noi? Che cosa ne sarà della sua posizione nel mondo, che sta ora guardando gli eventi di Gaza? Che cosa stiamo infliggendo ai regimi arabi moderati? E che dire del lento ribollire dell'odio popolare che stiamo seminando in tutto il mondo? Che cosa ne verrà di buono da questo uccidere e distruggere?

 
È dubbio che Hamas sarà ridimensioninato come risultato di questa infelice guerra. Eppure, il volto dello Stato é stato ridotto di dimensioni, come le élite civile che sono apatiche e paurose. Il “campo di pace”, se è mai esistito, è stato ridotto di misura. Il procuratore generale Menachem Mazuz Ghayan ha autorizzato l'uccisione di Ghayan, a prescindere dal costo. Haim Oron, il leader della “movimento della nuova sinistra”, ha sostenuto l'avvio di questa stupida guerra.

 
Nessuno è venuta in soccorso - di Gaza o addirittura di tracce di umanità e di democrazia israeliana. Gli statisti, i giuristi, i poeti, gli autori, gli accademici, e le notizie dei media – pece nera oltre l'abisso. Quando arriverà il momento di fare i conti, abbiamo bisogno di ricordare il danno che questa guerra ha fatto a Israele: il condotto di sangue che essa ha steso è stato completato.

 

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Inglese


The legend, lest it be a true story, tells of how the late mathematician, Professor Haim Hanani, asked his students at the Technion to draw up a plan for constructing a pipe to transport blood from Haifa to Eilat. The obedient students did as they were told. Using logarithmic rulers, they sketched the design for a sophisticated pipeline. They meticulously planned its route, taking into account the landscape's topography, the possibility of corrosion, the pipe's diameter and the flow calibration. When they presented their final product, the professor rendered his judgment: You failed. None of you asked why we need such a pipe, whose blood will fill it, and why it is flowing in the first place.

Regardless of whether this story is legend or true, Israel is now failing its own blood pipeline test. As Israel has been preoccupied with Gaza throughout the entire week, nobody has asked whose blood is being spilled and why. Everything is permitted, legitimate and just. The moral voice of restraint, if it ever existed, has been left behind. Even if Israel wiped Gaza off the face of the earth, killing tens of thousands in the process, as a Chechnyan laborer working in Sderot proposed to me, one can assume that there would be no protest.

They liquidated Nizar Ghayan? Nobody counts the 20 women and children who lost their lives in the same attack. There was a massacre of dozens of officers during their graduation ceremony from the police academy? Acceptable. Five little sisters? Allowed. Palestinians are dying in hospitals that lack medical equipment? Peanuts. Whatever happened to the not-so-good old days of Salah Shahadeh? When we liquidated him in July 2002, we also killed 15 women and children. At least back then, moral qualms were raised for a moment.

 

 

Here lie their bodies, row upon row, some of them tiny. Our hearts have turned hard and our eyes have become dull. All of Israel has worn military fatigues, uniforms that are opaque and stained with blood and which enable us to carry out any crime. Even our leading intellectuals fail to speak out on what havoc we have wreaked. Amos Oz urges: "Cease-fire now." David Grossman writes: "Hold your fire. Stop." Meir Shalev wants "a punitive operation." And not one word about our moral image, which has been horribly distorted.

The suffering in the south renders everything kosher, as if the horrible suffering in Gaza pales in comparison. Everyone is hungry for revenge, and that hunger is excused by the need for "deterrence," after it was already proved that the killing and the destruction in Lebanon did not achieve it.

Yes, I know, war is war. After all, they brought this on themselves. They are a terrorist organization and we are not. They want to destroy us and we seek peace. Still, is there nothing here that will stop this blood pipeline? Even those whose hearts are hardened by "moral righteousness" will have to momentarily halt the bombing machine and ask: Which Israel do we have before us? What will become of its standing in the world, which is now watching the events in Gaza? What are we inflicting on the moderate Arab regimes? And what of the simmering popular hatred we are sowing throughout the world? What good will emerge from this killing and destruction?

It is doubtful whether Hamas will be cut down to size as a result of this wretched war. Yet, the face of the state has been cut down to size, as have civilian elites who are apathetic and scared. The "peace camp," if it ever existed, has been cut down to size. Attorney General Menachem Mazuz authorized the Ghayan killing, regardless of the cost. Haim Oron, the leader of the "new left-wing movement," supported the launch of this foolish war.

Nobody is coming to the rescue - of Gaza or even of the remnants of humanity and Israeli democracy. The statesmen, the jurists, the poets, the authors, academe, and the news media - pitch black over the abyss. When the time comes for reckoning, we will need to remember the damage this war did to Israel: The blood pipeline it laid has been completed.

 

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